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Lynn Margulis, la portavoce del microcosmo

Lynn Margulis, la portavoce del microcosmo

22 Dic. 2011 | categoria Senza categoria | 1 commento

Il 22 novembre è morta Lynn Margulis, un personaggio fondamentale per chi si occupa di simbiosi. Io e il mio collega Claudio Bandi dell’Università di Milano abbiamo voluto ricordarla con un pezzo che abbiamo pubblicato su Pikaia e che riporto integralmente qui sotto dopo un’amara considerazione. Quando se ne va qualcuno si dice spesso che se ne vanno i migliori. Non sempre è così vero. Di sicuro, per quanto sia scontato dirlo, la perdita di Lynn è stata davvero un fulmine a ciel sereno. Pensate che dei campioni stavano viaggiando tra Boston e Milano per dei lavori in comune proprio quando Lynn se ne è andata.

Lynn Margulis è stata per tutta la sua vita un personaggio controcorrente, un’autentica ribelle, nella biologia e nella vita. A noi piace ricordarla in una delle ultime volte che l’abbiamo incontrata, poco più di un anno fa. Le era stata conferita una laurea a honorem presso un’antica e prestigiosa università italiana, e aveva passato alcuni giorni nel nostro paese. La mattina in cui si sarebbe svolta la cerimonia, presidi e cattedratici di fama la attendevano nella hall dell’albergo, per accompagnarla all’Aula Magna. Lynn scese dalle scale, si guardò in giro, e, con il suo italiano spagnoleggiante, disse ‘Dove è Massimino? Io senza Massimino non vengo!’. Chi è Massimino? Si chiesero tutti. Massimino era, ed è, un borsista. Per Lynn era semplicemente uno studente, e lo conosceva da pochi giorni. Avevano iniziato a discutere di simbiosi il giorno prima, e c’erano ancora delle idee che dovevano sviluppare. Ci aveva detto di essere orgogliosa di ricevere una laurea a honorem in Italia, e di essere rimasta impressionata dall’accoglienza che le autorità accademiche le avevano riservato. Ma anche in un momento come quello, anche nell’imminenza della cerimonia, il lungo ragionamento iniziato con uno studente doveva continuare. Lynn era capace di discutere con la stessa passione, con la stessa mente libera da pregiudizi, con uno studente così come con un collega di Harvard o di Stanford.

Era così Lynn Margulis e lo è stata per tutta la sua vita scientifica. Fin da quando, verso la fine degli anni ’60, ipotizzava chela cellula eucariote avesse avuto origine dalla fusione di quelli che allora erano semplicemente noti come procarioti. Queste idee non erano completamente nuove per la scienza: già all’inizio del ‘900 alcuni ricercatori come Konstantin Merezhkovsky, Ivan Wallin e Umberto Pierantoni avevano avanzato delle ipotesi simili. Ma quando ne parla la Margulis il momento storico è diverso. La Sintesi Moderna, il programma scientifico nel quale si sono fuse le idee di Darwin e la genetica, è al suo apice e le visioni di Lynn sono considerate “eretiche”. I cardini del processo evolutivo, per la Sintesi Moderna, sono la mutazione casuale e la selezione. Margulis pone l’accento su un aspetto diverso: a suo avviso la maggiore forza dell’evoluzione è la simbiosi. Sarebbe attraverso l’interazione di organismi che appartengono a specie differenti che gli esseri viventi acquisiscono nuove funzioni. Riprendendo un concetto di Merezhkovsky, Margulis parlerà in seguito di “simbiogenesi” come del fenomeno, basato sulla simbiosi, che porta alla realizzazione delle transizioni evolutive più importanti. La posizione della Margulis venne fortemente osteggiata e il suo manoscritto originale venne respinto da 15 riviste prima di essere pubblicato nel 1967 dal Journal of Theoretical Biology. Le idee enunciate divennero poi un libro nel 1970, ormai un grande classico della biologia, dal titolo “Origin of Eukaryotic Cells”, nel quale venne introdotta la “Teoria Seriale dell’Endosimbiosi” (nota semplicemente come SET), per descrivere la serie di simbiosi che si sono succedute nell’evoluzione della cellula eucariote. Oggi sorridiamo pensando ai molti rifiuti del lavoro della Margulis perché la SET è un argomento che insegniamo agli studenti di biologia di tutto il mondo.

Con l’avvento dell’era della genomica anche la Margulis si adatterà al nuovo vento della biologia e la simbiogenesi verrà vista come l’acquisizione e l’incorporazione tra genomi. Tutto questo vedrà la luce nel libro del 2002 “Acquiring genomes – a theory of the origin of species”.

Lynn non è mai stata molto tenera con i suoi colleghi, e ricordava spesso come gli evoluzionisti siano stati interessati dalla storia della vita sulla terra degli ultimi 500 milioni di anni, dimenticando che la vita è comparsa quasi 4 miliardi di anni fa. Il suo richiamo allo studio dei 3,5 miliardi di anni che hanno preceduto l’esplosione del Cambriano ne hanno fatto a tutti gli effetti la paladina del microcosmo.

Ribelle da tutti i punti di vista, Lynn Margulis ha sostenuto (o mostrato di sostenere) varie ipotesi controverse. Per esempio, è sembrato in diverse occasioni che stesse condividendo l’Ipotesi Gaia, l’idea di James Lovelock che prevede che il globo terrestre, la sua atmosfera, i suoi oceani, la terra ferma e gli organismi che li popolano, costituiscano nel loro insieme un grande organismo, con proprietà omeostatiche e di regolazione. Una sorta di “super-organismo” il cui equilibrio sarebbe però messo in crisi dalle attività dell’uomo. In generale, questa ipotesi ha trovato supporto nel contesto di movimenti ecologisti piuttosto che nel mondo accademico, e per questo la Margulis è stata molto criticata. Abbiamo avuto modo di parlare con Lynn, e abbiamo compreso che il suo sostegno nei confronti di Lovelock non rappresentava una reale condivisione scientifica dell’Ipotesi di Gaia, ma derivava piuttosto dalla speranza che la “metafora” della Terra come un organismo potesse aumentare la sensibilità nei confronti dei problemi ambientali e potesse portare a un maggior rispetto della vita e dell’ambiente.

Non è questa la sede in cui parlare di altre ipotesi e teorie “eretiche” che Lynn sembra aver condiviso. Ma ci piace ricordare quando, in viaggio in auto da Milano a Pisa, Lynn discusse con uno di noi e con due studenti le idee del virologo Peter Duesberg. Scienziato autorevole, ma controverso, Duesberg aveva messo in discussione il ruolo dell’HIV come agente eziologico dell’AIDS. Lynn ha sempre amato gli “eretici”, e dichiarava di condividere le idee di Duesberg: si era confrontata con lui in diverse occasioni e aveva letto il suo libro sull’argomento. Ma fu sorprendente la naturalezza con cui Lynn accolse le contestazioni degli studenti alle idee di Duesberg e chiese loro di esporre le “evidenze scientifiche” a sostegno del ruolo dell’HIV nella genesi dell’AIDS.

Negli ultimi anni, Lynn aveva visitato l’Italia in diverse occasioni. Ribelle e anti-imperialista, amava i popoli latini, le lingue, la cucina e, in generale, la cultura che circonda il Mar Mediterraneo. Qui sono nate alcune delle sue ultime collaborazioni, con uno degli autori di questo pezzo, con il “simbiontologo” di Pavia Luciano Sacchi, ma, soprattutto, con quello che è stato, probabilmente, il suo ultimo studente italiano (il già citato Massimo, che lei, come tutti, chiamava Massimino). Lynn aveva più di settant’anni quando conobbe Massimino. Nel suo lavoro Lynn aveva ottenuto le più grandi soddisfazioni, dalla medaglia del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, alla conoscenza personale degli scienziati più celebri della seconda metà del XX secolo, dalle numerose lauree a honorem alle citazioni nei testi di storia della biologia. Eppure Lynn aveva ancora la capacità di riconoscere l’entusiasmo di uno studente, il piacere di trasferirgli il suo sapere e la volontà di avviare con lui una nuova avventura scientifica. Una grande passione per l’insegnamento, nel senso più ampio e più alto, e non solo per la ricerca. Le sue qualità umane, la sua mente libera da qualsiasi pregiudizio e la sua totale libertà di pensiero hanno reso Lynn Margulis davvero unica, non solo come scienziata, ma soprattutto come persona.

Claudio Bandi e Maurizio Casiraghi

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Un commento a “Lynn Margulis, la portavoce del microcosmo”

  1. Sulle orme di Marussia - Urto efficace - di Teresa Celestino - Chimica ha scritto:

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